L'esistenza di documenti digitalizzati secondo machine readable form non implica dunque alcuna magica intelligenza artificiale, piuttosto indica un'’abilità delle macchine a risolvere problemi definiti realizzando operazioni computazionali su dati certi. In questo senso dunque non si tratta di richiedere alle macchine un ulteriore sforzo per comprendere il linguaggio umano, bensì  di perfezionare gli strumenti affinché esse possano essere a tutti gli effetti collaboratori di ricerca. 

Un terreno agevole per verificare l’attendibilità dell’analisi testuale svolta da un computer sono alcuni generi filosofici tipici del XIII-XIV secolo: la loro struttura ordinata, ricca di espressioni e forme ricorrenti facilita infatti l’attività di calcolo e di analisi semantico-–lessicale.





La ricerca, cofinanziata con fondi a valere sul PO Sardegna, FSE 2007-2013 sulla L.R.7/2007,
si colloca nell'ambito del Progetto «Fantasia, immaginazione e conoscenza nel tardo medioevo»
(Regione Autonoma della Sardegna - Unione Europea, Promozione della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica in Sardegna)
e viene svolta presso il Dipartimento di Filosofia e Teoria delle Scienze Umane dell'Università degli Studi di Cagliari.








 



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